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Theinsanepartofme

"It’s like death."
“What?”
“Have trust in somebody else.”

Ho visto una bambina, aveva pochi mesi e ha sorriso per la prima volta. Si dice che quando un bimbo sorride per la prima volta, nasce una fata. Non so se crederci.
Ho visto una bambina, aveva due anni e due grandi occhi verdi. Occhi vivi, furbi e accesi.
Ho visto una bambina, aveva tre anni e la sua bocca si è chiusa attorno alla parola ‘Mamma’. Tutti hanno riso, felici, che bello quando per una piccola cosa, tutti sono fieri di te.
Ho visto una bambina, aveva quattro anni e una bella risata. Metteva quasi allegria.
Ho visto una bambina, aveva cinque anni e tanti capelli ricci, rossi. La sua bambola, che teneva stretta, aveva gli stessi capelli.
Ho visto una bambina, aveva sei anni e un grembiule rosa, con un fiocco rosso. Rosa e rosso, ha detto che sono i suoi colori preferiti.
Ho visto una bambina, aveva sette anni e aveva paura del buio.
Ho visto una bambina, aveva otto anni e per la prima volta scrisse un tema. Scrisse della sua famiglia e la maestra le disse ‘Bravissima’.
Ho visto una bambina, aveva nove anni e scrisse su un diario ‘Oggi mi ha preso la mano e abbiamo giocato insieme, gli voglio bene’.
Ho visto una ragazzina, aveva dieci anni e mise da parte la bambola dai capelli rossi, era grande, ormai.
Ho visto una ragazzina, aveva undici anni e non aveva più così tanta paura del buio. Stava iniziando a provare una certa tristezza, e quella le faceva più paura.
Ho visto una ragazzina, aveva dodici anni e quando portò a casa un ‘nove’ nessuno era più così fiero, era già capitato che prendeva un bel voto.
Ho visto una ragazzina, aveva tredici anni e non sorrideva più come prima. Si dice che quando una ragazzina smette di sorridere, quella fata che nacque, muore. Non so se crederci.
Ho visto una ragazzina, aveva quattordici anni e i suoi occhi erano spenti. Erano spenti, stanchi, morti.
Ho visto una ragazzina, aveva quindici anni e un ragazzo le regalò una rosa, blu. Il blu le piaceva, era il suo colore preferito.
Ho visto una ragazza, aveva sedici anni e piangeva distesa per terra. Si era innamorata, e lui non ricambiava. Il suo pianto metteva quasi tristezza.
Ho visto una ragazza, aveva diciassette anni e scrisse della sua vita. La professoressa le disse ‘Dentro porti tanto dolore’.
Ho visto una ragazza, aveva diciotto anni e su un diario scrisse ‘Oggi ho fatto sesso per la prima volta, non è nulla di speciale, quando lo si fa con chi non desideri’.
Ho visto una ragazza, aveva diciotto anni e stava su un ponte. Ho corso, le ho urlato ‘Non farlo’ e lei si è girata, aveva la lacrime agli occhi e ha sorriso dolcemente. Si è spinta all’indietro, aprendo le braccia, come se fossero ali.
Ho visto una ragazza distrutta, il suo sorriso era dolce, gli occhi erano morti, nessuno era fiero di lei, non aveva una bambola fra le mani, era vestita di nero, aveva paura di quello che aveva dentro, scrisse una lettera in cui si scusava per quello che era diventata e scrisse su un diario ‘Oggi muoio, ancora una volta’.

Dovrei smettere persino di pensare. Mi faccio male anche con quello porcaputtana.

And I was just sitting there. Just sitting, waiting for something to happen, to change. That was the useless thing. Wait.

nukeinafamily:

Made by me :)
Made by me :)

I always thought that umanity is really really stupid. That’s good, because that’s true. Humanity is doing what the sistem says, about the dress, the language, what we like, the music. Where we’re going? To hell?

Non so, sono indietro con i compiti e la scuola mia fa abbastanza schifo, ma non la scuola, sono le persone al loro interno che mi fanno pena.

"La scuola sarebbe migliore se non ci fossero i voti. Si studierebbe per avere una cultura e non per ottenere un sei stiracchiato. Io mi divertirei di più. Sarei sempre serena, sempre entusiasta.Invece devono valutarci, misurare quello che sappiamo con un secco numero. A volte ci sembra che diano un voto anche a noi. Hai preso quattro, fai schifo, sei un perdente. Hai preso otto, bravo, sei il più intelligente.Sempre giudicati, sempre denigrati.Siamo giovani, vogliamo una cultura, non un numero rosso su un foglio bianco."