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Theinsanepartofme

Ci sono persone, splendide persone, le quali sono molto spaventate da tutto quello che accadrà. Sono le stesse persone che ti guardano sedute sull’auto mentre attraversi la strada, oppure persone che ancora sono nel passeggino con il loro biberon, magari persone che hai accanto. Lo noti, dalle cose che fa, dai piccoli movimenti nervosi, da tutti bellissimi dettagli  che una persona ha. Noti la bruttissima abitudine di avere paura, paura di che scusa inventare per la prof che si arrabbierà ai tuoi comportamenti, a come presentarsi a casa dai propri genitori nascondendo un brutto voto; no, non parlerò di scuola, però era l’esempio più pratico che potessi fare, perché a queste due cose se ne accomuna un altra: La Paura del Futuro.

Eh si, bella merda. Quella che colpisce tutti, ma proprio tutti quanti gli esseri viventi pensanti ormai stressati da enormi balle che si raccontano nei media, dalla freddezza di un dispositivo dallo schermo più o meno grosso. Ad ognuno arriva la medesima domanda prima o poi: ” E ora? “.

E ora sappiamo che forse tutto quello che abbiamo fatto si dimenticherà, butteremo tutto, sputeremo su villa e famiglia, solo per sapere che quando si passa all’altro mondo una traccia di te sul mondo reale c’è.

In tutto ciò c’è il nostro cuore. La nostra piccola macchina che ci fa impazzire ogni tanto, ogni piccola variazione lo fa scattare suscitando pensieri complicati e inamovibili per certi sensi. Io non sono esperto di cuore, anzi forse sono il peggiore di tutti, sono la pecora nera, non so dimostrare come ci tengo alle persone, nemmeno minimamente.

E si, molte volte fallisco, non so fare per nulla queste cose. So che il cuore però ricorda. che il cuore resiste, che il cuore ha memoria anche per essere un muscolo, per essere una macchina pensa pure.

Produce Amore, L’Amore si ricorda, sempre. Si ricorda nei momenti duri, anche se non hai nessuno intorno, si ricorda e ti da forza. Quindi, come si passa la paura del futuro? Stando certo che tutte le persone care in futuro quando cadrai saranno in grado di reggerti e sollevarti anche se loro di per loro non ce la fanno. E’ nel rispetto ricordare ogni essere vivente amato, nel rispetto della vita stessa. L’Amore si deve ricordare.

broken-from-memories:

via TumbleBoard for iPhone and iPad

The silence here is louder than he looks, the silence is watching you, in every time and space. Have you ever felt like you’re the wrong person in the right group? Because then you hear him, you hear the silence inside your head.

"It’s like death."
“What?”
“Have trust in somebody else.”

Ho visto una bambina, aveva pochi mesi e ha sorriso per la prima volta. Si dice che quando un bimbo sorride per la prima volta, nasce una fata. Non so se crederci.
Ho visto una bambina, aveva due anni e due grandi occhi verdi. Occhi vivi, furbi e accesi.
Ho visto una bambina, aveva tre anni e la sua bocca si è chiusa attorno alla parola ‘Mamma’. Tutti hanno riso, felici, che bello quando per una piccola cosa, tutti sono fieri di te.
Ho visto una bambina, aveva quattro anni e una bella risata. Metteva quasi allegria.
Ho visto una bambina, aveva cinque anni e tanti capelli ricci, rossi. La sua bambola, che teneva stretta, aveva gli stessi capelli.
Ho visto una bambina, aveva sei anni e un grembiule rosa, con un fiocco rosso. Rosa e rosso, ha detto che sono i suoi colori preferiti.
Ho visto una bambina, aveva sette anni e aveva paura del buio.
Ho visto una bambina, aveva otto anni e per la prima volta scrisse un tema. Scrisse della sua famiglia e la maestra le disse ‘Bravissima’.
Ho visto una bambina, aveva nove anni e scrisse su un diario ‘Oggi mi ha preso la mano e abbiamo giocato insieme, gli voglio bene’.
Ho visto una ragazzina, aveva dieci anni e mise da parte la bambola dai capelli rossi, era grande, ormai.
Ho visto una ragazzina, aveva undici anni e non aveva più così tanta paura del buio. Stava iniziando a provare una certa tristezza, e quella le faceva più paura.
Ho visto una ragazzina, aveva dodici anni e quando portò a casa un ‘nove’ nessuno era più così fiero, era già capitato che prendeva un bel voto.
Ho visto una ragazzina, aveva tredici anni e non sorrideva più come prima. Si dice che quando una ragazzina smette di sorridere, quella fata che nacque, muore. Non so se crederci.
Ho visto una ragazzina, aveva quattordici anni e i suoi occhi erano spenti. Erano spenti, stanchi, morti.
Ho visto una ragazzina, aveva quindici anni e un ragazzo le regalò una rosa, blu. Il blu le piaceva, era il suo colore preferito.
Ho visto una ragazza, aveva sedici anni e piangeva distesa per terra. Si era innamorata, e lui non ricambiava. Il suo pianto metteva quasi tristezza.
Ho visto una ragazza, aveva diciassette anni e scrisse della sua vita. La professoressa le disse ‘Dentro porti tanto dolore’.
Ho visto una ragazza, aveva diciotto anni e su un diario scrisse ‘Oggi ho fatto sesso per la prima volta, non è nulla di speciale, quando lo si fa con chi non desideri’.
Ho visto una ragazza, aveva diciotto anni e stava su un ponte. Ho corso, le ho urlato ‘Non farlo’ e lei si è girata, aveva la lacrime agli occhi e ha sorriso dolcemente. Si è spinta all’indietro, aprendo le braccia, come se fossero ali.
Ho visto una ragazza distrutta, il suo sorriso era dolce, gli occhi erano morti, nessuno era fiero di lei, non aveva una bambola fra le mani, era vestita di nero, aveva paura di quello che aveva dentro, scrisse una lettera in cui si scusava per quello che era diventata e scrisse su un diario ‘Oggi muoio, ancora una volta’.

Dovrei smettere persino di pensare. Mi faccio male anche con quello porcaputtana.

And I was just sitting there. Just sitting, waiting for something to happen, to change. That was the useless thing. Wait.

nukeinafamily:

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